dic 10 2007
Dovi, ho seguito Stoner e ho capito tante cose

Per il forlivese la Gp è “facile e dolcissima, ma la differenza si farà in gara”. La rabia per il mondiale 250 perso è ancora viva: “Voglio smaltirla correndo”
di Guido Meda
Andrea Dovizioso è in ordine di importanza il secondo dei tre debuttanti della MotoGp 2008. Ma a parlargli gli senti dentro una rabbia non consumata, perchè lui alle 4 tempi voleva arrivarci da primo, davanti a Lorenzo, davanti a De Angelis, da campione del Mondo.
“Non ho mai smesso un attimo di crederci” ti dice mentre va in giro ad organizzare le sue vacanze.
Va bene Dovi, però è passata. Ora se ci pensi sei uno dei 20 piloti più forti del mondo.
“Io a questa cosa non ci penso e ti dirò che anzi un po’ mi fa arrabbiare. Non mi piace che non vengano valutate abbastanza la 125 e la 250, quello che si fa in quelle due classi che sembrano le sorelle brutte. E’ guidando le Gp da un giorno con l’altro che ti rendi conto quanto difficile è stato prima e quanto hai imparato”
Vuoi dire che la 250 è più difficile in assoluto?
“No, un momento. Intanto io sostengo che ogni categoria è difficile secondo glio avversari con cui ti misuri. Quindi direi che la Gp non si discute. Qui hai più peso, però l’elettronica ti aiuta. Diciamo che tra le 250 e la Gp le difficoltà si incrociano”
Però non si può nascondere che voi debuttanti abbiate fatto molto bene. Una figurone: “Sì, una gran berlla figura è vero. E sono contento, però poi ci devi mettere in gara. Io non so quanto le gomme calano e quando, solo per fare un esempio. Ci servono cose più probanti e più difficili dei test. Per scoprire magari poi che la prima impressione era quella giusta…Si magari, mi piacerebbe”
Cosa ti ha colpito di più?
“Il peso per cominciare e la dolcezza estrema del motore, dell’erogazione. Ma è il peso che ti cambia tutto. Più peso, più velocità , più inerzie. Una fatica importante. Diversa da quella della 250 dove magari lo sforzo più grosso era quello di essere preciso dal primo all’ultimo metro. Però qua il peso e la velocità rendono tutto più difficile, anche i sorpassi, per cui so già che non mi devo aspettare i duelli della duemmezzo”.
Ti abbiamo sentito parlare spesso di problemi col freno motore: “Sì, nel senso che li avevo io, ma non c’è nieinte da fare. Sono una caratteristica dei motori a 4 tempi. Te la tieni e ti ci adatti cercando di minimizzare con gli strumenti che hai”.
C’è insomma una mole nuova di cose da imparare anche nel box?
“Mah, la teoria del box non è impossibile. Io credo che il grande sforzo sia un atteggiamento diverso nei confronti del lavoro. Devi imparare ad essere metodico. A riconoscere tutto ciò che ti si muove sotto mentre guidi. Mille cose e devi capirle tutte. L’elettronica serve e aiuta sì, ma se vuoi andar forte in MotoGp non c’è niente che si possa improvvisare”.
Da questo punto di vista ci sei sempre sembrato uno dei piloti più metodici della storia. Quindi forse un vantaggio ce l’hai per stare coi primi. A proposito, hai girato davanti, dietro o vicino a qualcuno dei big?
“Sì, caspita, ho fatto mezzo giro dietro a Stoner e dicevo a me stesso: questo qui è quello che ha vinto un mondiale pazzesco. E mi sono impressionato. Ma l’impressione più forte l’ho avuta da come guida”
Cioè?
“Cioè è strabiliante come fa i curvoni, è strabiliante come si fida del davanti, come lo usa, come lo sfrutta”
Ora rimandi le emozioni al 2008 e sta in vacanza. Ne senti il bisogno?
“Sì, sono stanco, ma è una stanchezza strana. Non ho ancora smaltito la rabbia del mondiale perso pur provando a dare tutto di me. Ti girano i maroni e ti viene fame. fame di vincere, di fare delle corse. per questo vorrei spazzare via l’inverno e vorrei che fossimo già in Qatar alla prima gara”.
Già , ma l’inverno c’è
“E allora mi rassgenerò a fare dello snowboard”
Fonte: Controcampo.mediaset.it
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