Gen 16 2008
La MotoGp i suoi 18 piloti, i loro 21 titoli

Più mondiali vinti che uomini: l’età si abbassa, la qualità è alta, ma servono correttivi
di Guido Meda
L’astinenza da corse e la carenza di moto in tv sono a picchi nevralgici e nevrotici per l’appassionato duro e puro. Biaggi vola in Superbike, migliora la pole, ma non ha il riscontro a quasi partià di moto con il mitico, ma infortunato, Bayliss. La Gp fa, per ora, solo passerella. Quella della Ducati a Campiglio è andata, lasciandoci la ricchezza di un team già fortissimo, ma ancora più forte nella testa e nei muscoli, e la povertà di informazioni certe sulle evoluzioni (poche dicono, ma sarà vero?) della moto che tra meno di una settimana tronerà in pista, con gli altri, in Malesia.
Venerdì tocca alla Yamaha presentare. Lo fa al Lingotto di Torino, affiancando Lorenzo a Rossi sotto la bandiera della Fiat. La cuoristà è tanta e riguarda quei particolari visibili ad occhio nudo che tutti cercheremo per capire se qualcosa di simile alla rivoluzione che ci si aspetta (Rossi su tutti) dal Giappone è arrivata davvero.
Facilmente invece non si vedrà niente di clamoroso. La ciclistica, che fa l’estetica, funzionava abbstanza bene. I caposaldi della parte telaistica sono quelli fissati nel 2005. Si può pensare che abbiano variato sul tema, ma non che il tema sia cambiato. Piuttosto, cosa inseriranno in quel telaio? Un motore a valvole pneumatiche (poco affidabile nello stadio embrionale che debuttò come extrema ratio nel 2007) o a molla? Attesa, perchè le soluzioni, come ci ha detto Brivio, sono al vaglio entrambe.
La girglia è scarna, poichè sembrano andare deluse le attese della Kr in cerca di un motore. Ergo: abituarsi all’idea di solo 18 moto al via è un obbligo che va sorretto con la quantità di tecnologia espressa e la qualità dei piloti.
La fuga di Kenny Jr, di Checa (il suo numero 7 che era di Barry Sheene, passerà a Vermeulen di cui Sheene stesso fu lo scopritore), di Barros e l’ingreso dei giovani fanno scendere drasticamente l’età media. Da 29, si passa a 26 anni. Tre anni in meno, quando giochi sul filo del millesimo, possono fare (e faranno) la differenza. E la qualità - da uno studio di Enrico Borghi per il settimanale Motosprimt - la misuri soprattutto in titoli mondiali vinti. I campioni del mondo tra discipline del motomondiale e Superbike sono: Rossi, Capirossi, Pedrosa, Edwards e Toseland (sbk), LOrenzo, Stoner, Hayden, Melandri e Dovizioso. Il totale parla di 21 campionati del mondo vinti da mettere in pista a fronte di 18 piloti al via. La qualità, in questo caso, vince soprattutto sula quantità, nche se non c’è dubbio che la partecipazione al mondiale dei prototipi vada incentivata.
Suzuki e Kawasaki promettono almeno due moto in più sullo schieramento a partire dal 2009, Aprilia e Bmw potrebbero arrivare entrambe tra il 2010 e il 2011. Come dire che sarà certamente un anno bello, ma interlocutorio, nel quale l’elettronica sarà oggetto di discorsi ma non di cambiamenti, in cui il paddock della MotoGp continuerà a rimanere diviso dal resto come da esperimento effettuato senza che in realtà fosse un trauma per nessuno. Cambiare serve insomma, ma lasciarsi fare prigioieri dal luogo comune che la MotoGp stia vivendo un preoccuopante declino è poco sensato.
Le date dei test:22/23/24 gennaio Sepang (Malesia), 30/31 gennaio e 1 febbraio Phillip Island (Australia), 5/6/7 febbraio Sepang (Malesia), 16/17/18 febbraio Jerez (Spagna) test IRTA, 1/2/3 marzo Losail (Qatar)
Fonte: Controcampo.mediaset.it
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