Google

Mar 16 2008

Lucky Luke

Published by aston at 20:08 under Video, aston, cartoni, fumetti


Il cow boy più famoso del fumetto franco-belga nasce nel 1946 su “L’Almanach 47 de Spirou”. E’ abilissimo con le pistole, al punto che è noto come l’uomo che spara più veloce della sua ombra, tuttavia preferisce ricorrere all’astuzia per catturare i criminali.

Il cow boy più famoso del fumetto franco-belga nasce nel 1946 su “L’Almanach 47 de Spirou”. E’ abilissimo con le pistole, al punto che è noto come l’uomo che spara più veloce della sua ombra, tuttavia preferisce ricorrere all’astuzia per catturare i criminali. Lucky Luke è accompagnato da due comprimari animali che offrono spunti per innumerevoli gag: Jolly Jumper, il suo cavallo, intelligente quanto e più di un uomo, e Ran Tan Plan, cane idiota quanto e più di un uomo. Ran Tan Plan è un personaggio riuscitissimo, tanto che non di rado ruba la scena al più blasonato e intelligente Lucky Luke. Il creatore di Lucky Luke è Maurice de Bevère, noto come Morris, e per molti anni le sue storie sono state scritte da Reneé Goscinny, uno degli sceneggiatori umoristici più famosi di Francia. Protagonista di oltre 60 storie Lucky Luke si muove in un Far West dove avventura e umorismo riescono a procedere a braccetto. Le avventure di Lucky Luke sono tutto sommato improntate a un umorismo di fondo, per cui anche sparatorie e morti per colpi di arma da fuoco si stemperano in un clima tutto sommato ironico. Grandi rivali di Lucky Luke sono i fratelli Dalton, banda di criminali con due scopi molto precisi: 1 – arricchirsi; 2 – uccidere Lucky Luke. E’ inutile dire come nessuno dei due scopi sia mai stato conseguito.

Lucky Luke ci presenta un altro aspetto del fumetto franco belga, ossia il western, genere che ha altri illustri esempi. Un nome su tutti: Bluberry, esempio di western realistico, laddove Lucky Luke è dichiaratamente umoristico, che dal 1963 è presente nel mondo del fumetto. Tornando però al nostro cow boy dal gilet nero è il caso di riflettere su come anche Lucky Luke soffra qui da noi della stessa “maledizione della BD” che colpisce tutti i titoli provenienti dalla Francia. Pur essendo un classico incontestabile qui da noi, nel mercato dei fumetti di questi anni, stenta a trovare un suo spazio. Decine di migliaia di copie vendute, quando non centinaia di migliaia, in occasione delle nuove avventure in Francia, ma poche centinaia (non di migliaia. Centinaia e basta) da noi. Tanto che dopo innumerevoli peripezie, Lucky Luke qui da noi si ritrova pubblicato in semi-clandestinità (nel senso che non lo sa nessuno) e in una veste semi-amatoriale dall’Editoriale Lo Vecchio. Perché questo? Il Western è un genere ormai morto e sepolto da noi, tranne Tex che però più che un fumetto è un’istituzione? O perché Lucky Luke a noi italiani non fa ridere? Certo, se così fosse è chiaro che sarebbe da sciocchi pubblicare un fumetto umoristico che non ci fa ridere. Probabilmente c’è qualcosa di vero sia nel primo che nel secondo caso, anche se riguardo al western l’esempio di Magico Vento dimostra come il pubblico sia sempre ricettivo a belle storie, a prescindere se provengono da generi che gli sciocchi pregiudizi di qualche editore ritengono ormai morto. Probabilmente è meglio mettersi l’animo in pace. Tra l’Italia e Lucky Luke il feeling che esisteva negli anni ’60 e ’70, quando era una delle colonne del “Corriere dei Piccoli” ormai è finito. Rimane il ricordo dei tempi passati. Ma per chi vuole rinnovare la conoscenza con il cow boy più veloce del west consigliamo vivamente di rivolgersi al mercato originale. Edizioni più curate, e ampio catalogo in cui scegliere. Bisogna imparare il francese, ma una lingua in più fa sempre comodo, non trovate?
fonte:divertimento.it

Technorati Tags: , , ,

Per colpa di qualcuno... anche se il post ti è piaciuto... non ti chiedo più di offrimi un caffè... MA UNA BIRRA!!! :D

...oppure iscriviti al mio RSS feed e rimani sempre aggiornato!

Bux.to

Articoli che potrebbero interessarti:
  • Niente d'interessante correlato

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply