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Lug 03 2007

KTM 990 Super Duke

Published by mrcbr at 20:08 under Moto, Mr.Cbr

di Francesco Paolillo Foto: G. Freeman, F. Montero, H. Peuker

Nuda e austriaca: divertimento puro

ktm990.jpg

Due anni di vita non sono molti, ma la dura legge del mercato impone continui sviluppi

del prodotto moto. KTM non si può sottrarre a questa logica e presenta

la 990 Super Duke model year 2007.
Numerose modifiche che pur senza stravolgere il concetto inaugurato dalla prima serie,

migliorano ulteriormente la maxi naked austriaca.
Piccoli gli affinamenti a livello estetico, con il nuovo gruppo faro-cupolino più slanciato e

meno squadrato del precedente ed il serbatoio che pur riprendendo i tratti fondamentali

del primo modello cambia decisamente nella zona “gambe”.
Rivisto anche il posteriore, con un nuovo look per la zona scarichi.

Buono ma non eccelso il livello di finitura, per una moto da 13.000 € si dovrebbe esigerequalche attenzione in più, non tanto per gli assemblaggi, quanto per la qualità di alcuneplastiche e per un radiatore dell’olio davvero bruttino.Nuova la strumentazione analogico-digitale, che rispetto alla precedente guadagna in leggibilità.Il telaio a traliccio in cromo molibdeno racchiude come sempre il muscoloso bicilindrico da 999 cc., che vanta tuttora il record dimensionale della categoria. Nessunoinfatti è così snello. Slanciato ma “spesso” nei contenuti, 120 cv a 9.000 giri/min e

soprattutto 100 Nm a 7.000 giri/ min. di coppia, per estrarre con “sufficiente”

rapidità la Super Duke dalle curve…
Impreziosita la dotazione tecnica nel reparto freni, grazie all’adozione di attacchi radiali

per le due pinze Brembo a 4 pistoncini montate anteriormente. Ai padelloni anteriori da

320 mm corrisponde un posteriore da 240 mm “tenuto a bada” da una pinza flottante

a singolo pistoncino.

La posizione di guida cambia pur senza stravolgimenti, la sella posizionata a 850 mm

da terra non permette a tutti di poggiare perfettamente i piedi a terra, ma risulta migliorata

nei confronti della prima versione. Purtroppo, come sempre più spesso accade, manca

totalmente un vano sottosella (ma questi benedetti bloccadisco dove li dobbiamo infilare…

per non parlare poi delle catene!).
Leve regolabili e pedane posizionate ergonomicamente, permettono di trovare

immediatamente una postura di guida ottimale. La giusta larghezza del manubrio e

soprattutto l’azzeccata “chiusura” delle sue estremità, permettono di sentire ma

soprattutto consentono di “dominare” la Super Duke.

L’avviamento del bicilindrico austriaco, preciso e rapido anche a freddo,

satura l’aria con un rombo che fa presagire “buone cose”.
Frizione tirata, ingranata la prima…inizia il divertimento.
Eh sì, con la Super Duke anche il più corto dei tragitti, si trasforma in divertimento puro.
Sarà per la maneggevolezza sbalorditiva, nessuna delle concorrenti è altrettanto agile,

sarà per la spinta sempre consistente del bicilindrico, la 990 è una vera fun bike.
Vada per la moto da divertimento, ma i cavalli in gioco sono sempre tanti, per cui

divertimento sì ma non per tutti. Un po’ di callo lo si deve avere sulle mani per sfruttare

almeno parzialmente questa moto.
Le strade tortuose e perfettamente asfaltate nei dintorni di Tarragona, mettono a proprio

agio la Super Duke, che permette di tutto e di più. L’assetto standard sulle prime appare

tendente al rigido, ma complici le strade prive di buche e sconnessioni, passa l’esame a pieni voti.
La rapidità della Super Duke, nel misto stretto è fantastica, si lascia sbattere di

quà e di là, senza tenere conto dei 186 kg a secco di benzina.
L’impianto frenante, se prima si comportava bene, ora lo fa meglio. L’attacco radiale

regala maggiore reattività alla leva freno anteriore, poco sforzo tanta resa, senza

pregiudicare la modulabilità.

La spinta del propulsore è sempre “possente”, la nuova gestione elettronica ha portato

una maggiore disponibilità a girare basso, dai 3.000 in sù c’è già tanta roba, ma

soprattutto un maggiore allungo. Se prima il V75 arrivava a 9.500 giri, ora si spinge

fino ai 9.800.
Su srada naturalmente, tutto questo potenziale è difficilmente sfruttabile, ecco che

la pista di Calafat cade a fagiolo…
Prima di uscire dai box, i meccanici della KTM, danno una regolatina

al settaggio delle sospensioni, da standard si passa a racing.
Bastano pochi giri per capire che “gli arancioni” austriaci hanno rivisto la 990…strizzando

l’occhio all’uso pistaiolo. La Super Duke, inanella giri su giri, senza che nessuno dei reparti,

sospensioni-freni-propulsore, mostri la corda.
La spinta del bicilindrico permette velocità in rettilineo decisamente elevate (ben venga

il cupolino rialzato optional) ed uscite di curva modello “fiondata”. I freni, anche dopo

parecchi giri tirati, sono sempre reattivi e potenti nell’azione, mentre il settaggio racing,

se da una parte rende la 990 un pelo più nervosa, dall’altra rende più coerenti e incisivi

i cambi di traiettoria.
L’elevata luce a terra delle pedane e del cavalletto laterale, permettono di piegare forte

senza il timore di sentire il metallo strisciare sull’asfalto.
Girando sempre “alto”, il propulsore produce qualche vibrazione di troppo, ma la frequenza

bassa di queste ultime, le rende più che tollerabili.
Per chi voglia utilizzare costantemente in pista la Super Duke o semplicemente sia amante

della personalizzazione estetica e non, il catalogo degli optional prevede tutto ciò

che si può desiderare su una moto. Scarichi aperti, componenti in carbonio

(cerchi compresi) antifurto, borse ecc.

Arrivata alla sua seconda versione, ed ormai riconosciuta come appartenente al

ristretto club delle “super naked”, la 990 Super Duke raggiunge la maturità e si

ripropone più forte di prima per il 2007.

Pregi
Prestazioni - Maneggevolezza

Difetti
Alcune finiture criticabili - Qualche vibrazione agli alti regimi

Fonte: Moto.it

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Bux.to

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