Nov 30 2007
Quel vento che rallenta la Terra
| Uno studio apparso su Geophysical Research Letters conferma quello che si sospettava da tempo: il rallentamento del moto di rotazione terrestre, per la precisione di un millisecondo, è dovuto a El Niño. Galileo ripercorre nei suoi articoli la storia e gli effetti di questo misterioso fenomeno oceanico |

| Un millisecondo al giorno. E’ il rallentamento che subisce il moto di rotazione della Terra. La colpa è della corrente El Niño. La conferma di quella che finora era solo un’ipotesi proviene da una ricerca condotta da Jean Dickey e colleghi del California Institute of Technology di Pasadena, pubblicata su Geophysical Research Letters. Secondo le misurazioni, El Niño riscalda la superficie delle acque che vanno dall’oceano Pacifico ai tropici, causando forti venti termali a ovest i quali rendono la rotazione dell’atmosfera leggermente più veloce. Il momento angolare del corpo terrestre, però, tende a conservarsi per mantenere la rotazione della durata costante di 24 ore. Il nostro pianeta perciò è costretto a rallentare per compensare la maggiore velocità atmosferica e ne consegue che le giornate sono leggermente più lunghe. Come spiega Dickey, l’atmosfera dissipa il calore lentamente, così la temperatura oceanica ci mette uno o due mesi a raggiungere il suo picco. “Si spiega in questo modo il ritardo nella decelerazione delle Terra. Un effetto insignificante tutto sommato perché i cambiamenti del momento angolare tra la terra e l’atmosfera, durante El Niño, provocano un rallentamento di circa un millisecondo al giorno”.
Già dalla sua prima comparsa, come documenta Galileo, si sospettavano le forte influenze del fenomeno El Niño sul clima, anche se grazie ai progressi scientifici è stato possibile avere misure accurate da ogni parte del globo per effettuare calcoli e previsioni che solo fino a pochi anni fa sembravano impensabili (L’altalena del clima). El Niño fu alla base, nel 1532, addirittura della conquista dell’impero Incas da parte di Francisco Pizarro (El Niño che sconvolge il mondo). E oggi i suoi effetti sono devastanti anche per le specie che abitano l’oceano, come i leoni marini (El Niño colpisce i leoni marini). L’ipotesi di un suo coinvolgimento nel rallentamento della rotazione terrestre era stata avanzata già nel 1998 (I lunghi giorni del Niño) e negli ultimi anni sono numerose le ricerche che hanno coinvolto El Niño per spiegare vari fenomeni legati ai cambiamenti climatici, dal surriscaldamento della Terra e degli oceani, alla perdita di biodiversità marina fino alla crescita di intensità di uragani, tifoni e cicloni (Mai così caldo, Oceani più caldi, uragani più forti). Fonte:Galileo.it |
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